Parliamone seriamente: cos’è DAVVERO il web design? Il più delle volte i miei clienti danno per scontato che un web designer sia quello che disegna il sito, lo rende graficamente piacevole, accosta i giusti colori, usa il font perfetto, distribuisce gli spazi…

Ecco… no. O meglio: non solo. Il web design non riguarda la sola progettazione grafica del sito web. Il web design fatto bene ti permette di creare un sito web che non è solo bello da vedere, ma che, soprattutto, converte!

Quando i tuoi nuovi utenti arrivano al tuo sito web o si convincono SUBITO che sei l’azienda giusta per soddisfare il loro bisogno, o ti abbandonano SUBITO per un concorrente “a portata di click” – Joshua Bock

Cosa intendo quando parlo di un sito web che converte grazie al web design?

Cosa ti aspetti dal tuo sito web? Pongo sempre questa domanda ai miei clienti, perché è dalle loro aspettative che parto. A volte per stupirli, a volte per ridimensionarle. Il sito web non fa miracoli, ma a volte lascia piacevolmente sorpresi.

Il sito web aziendale deve comunicare cosa offre un’azienda, perché lo fa, per chi lo fa. Ok. Solo questo? Se ci fermiamo qui parliamo di un sito vetrina e francamente i siti vetrina non fanno per me e nemmeno per te. E sono anni che i siti vetrina sono inutili. Non devi solo raccontarti: attraverso il tuo sito web devi trovare nuovi clienti e contatti, che tu sia un e-commerce, un’agenzia di formazione, un elettricista, un blogger.

Il sito che converte è il sito che ti permette di ampliare il tuo raggio d’azione, che ti fa trovare nuovi clienti, che ti fa vendere.

Ma non dovrebbe essere una questione tecnica e il web design non dovrebbe pensare all’estetica? Assolutamente no. Il web design deve riuscire a conciliare aspetti tecnici, aspetti estetici, strategie di marketing, user experience e neuromarketing. Il web designer deve interpretare l’analisi strategica, sostenere l’impianto tecnico, seguire le regole SEO e sì, anche guardare alla grafica ovviamente. Nessuno di questi aspetti può essere meno importante.

L’obiettivo primario del web design (e del sito web in generale) è fare in modo che i visitatori siano sufficientemente catturati da ciò che stai dicendo da essere portati a compilare un form o acquistare un prodotto.

Perché questo a volte non accade? Perché spesso si ignorano le best practice dell’ottimizzazione per l’utente. Nel momento in cui affronti l’argomento web design devi essere consapevole che dovrai investire tempo e denaro nell’architettura dell’informazione e nell’esperienza dell’utente.

Così ho cercato di estrapolare 11 regole base del web design che punta alla conversione. Le mie regole accompagnate da un caso studio davvero eccezionale.

Il web design in un sito che converte: le mie 11 regole

Capire e definire gli obiettivi di business dell’azienda.

Non sempre un imprenditore ha ben chiaro di cosa ha bisogno. Ed è normale, il suo lavoro è un altro. Il ruolo del web designer, così come del SEO, dello strategist o del social media manager è quello di aiutarlo a capire di cosa ha realmente bisogno in termini di marketing digitale.

Definire una strategia e gli obiettivi da raggiungere è il primo passo verso un sito web che converte.

Il web design responsive è la prima cosa: mobile first!

Non dovremmo neanche stare qui a parlarne ormai. Sono anni che Google lo strilla ai 4 venti. Chi non è responsive è fuori. Perché lo pretende Google, perché, soprattutto, lo pretendono gli utenti, perché lo sono i tuoi competitor, perché la navigazione da smartphone ha superato di gran lunga quella da desktop. Perché se il tuo sito web non è performante per il mobile il rischio concreto è quello di perdere potenziali clienti.

Quando si progetta un sito web si parte SEMPRE per prima cosa dalla versione mobile. La versione desktop viene dopo. Attenzione però: Raphael Paulin Daigle, esperto di Growth Marketing, afferma: “Quando tutto ciò che fa il nostro sito web è ridimensionarsi in base alle misure dello schermo, sicuramente diventa più utilizzabile, ma non stiamo prendendo in considerazione i possibili cambiamenti del contesto e dell’ambiente“.

Rendere un sito web responsive non significa adattare la pagina alle misure dello schermo, significa adattare la grafica e i contenuti ad una fruizione del tutto diversa, più veloce, meno attenta a volte, certamente più essenziale.

Il sito deve essere veloce

Ripeti con me: la velocità di caricamento è fattore di ranking, ancora di più la velocità di caricamento fa la differenza tra un cliente e un utente che scappa a gambe levate!

Le statistiche di Google hanno provato che più del 50% degli utenti abbandonano un sito che ci mette più di 3 secondi a caricare. Il web design ha un ruolo cruciale in questo caso, perché per velocizzare il tuo sito web devi ottimizzare immagini e video, togliere frame e temi obsoleti, oltre ad altre tecniche di ottimizzazione che competono ad altre aree di specializzazione come la SEO, in buona sostanza lo devi alleggerire.

Less is more (il mio mantra)

È un modo di dire decisamente sottovalutato: un design semplice e chiaro, a tratti minimal può essere molto impattante e dare un’idea di concretezza e affidabilità ai tuoi utenti.

Via ombre, effetti grafici, icone troppo pesanti, immagini invasive e, non solo il tuo sito diventerà di colpo più veloce, ma anche visivamente più scorrevole e piacevole per l’utente.

Ricorda che non devi aggredire cognitivamente il tuo utente con troppe informazioni grafiche e testuali: devi dare le informazioni che servono, quando servono e renderle leggibili e facili da interpretare.

Un design leggero ti permetterà di inserire le CTA che servono nel posto giusto, le rende più visibili e, lo noterai velocemente, verranno cliccate con maggior frequenza.

Crea una navigazione semplice

Se fai atterrare un utente in un labirinto di voci di menù e percorsi impossibili hai una certezza: rimbalzerà via. La tua navigazione deve essere, ancora una volta, chiara e semplice. E se ci sono molti contenuti? Devi distribuirli in modo coerente sulle pagine senza appesantire la navigazione.

Metti al massimo 5-7 elementi sul tuo menù e ricorda che dovranno essere descrittivi (leggi comprensibili). La voce di menù del blog può chiamarsi tranquillamente …’blog’ o ‘news’! Se decidi di utilizzare un nome creativo, chi non ti conosce non capirà al volo di cosa si tratta.

Assicurati inoltre che qualunque pagina del sito sia raggiungibile in massimo 3 clic.

Inserisci CTA chiare e concise

Le CTA sono punti di snodo della navigazione dell’utente e stimoli all’azione che devono avere la maggior efficacia possibile. Le Call to Action migliorano i tassi di conversione e devono quindi essere studiate con attenzione e disposte in modo strategico.

Non è sufficiente scrivere una CTA come “Scarica il nostro e-book gratuito” o “Iscriviti al nostro corso di formazione” se la CTA è piccola e nascosta in fondo alla landing page. Deve essere ben visibile, diretta e ripetuta in punti strategici della landing page per stimolare utenti che sono in un diverso punto del loro customer journey. Allo stesso modo la Call to Action può riempire uno ‘spazio bianco’, essere l’unico elemento in uno spazio vuoto, per attirare con forza lo sguardo dell’utente.

Usa i colori giusti

Molti studi sembrano supportare la teoria secondo la quale i colori riescono a creare una differenza importante nel comportamento degli utenti su un sito web.

Sapere come usare il colore giusto è parte del lavoro del web designer ed è essenziale sia per l’estetica che per migliorare la User Experience. Utilizzando una tavolozza di colori specifica, gli utenti sono in grado di farsi un’idea immediata del tuo sito web e spesso della tua attività e decidere se proseguire o meno nella navigazione. Usare i colori giusti inoltre può spingere i clienti a svolgere delle azioni specifiche. Inoltre i colori definiscono la percezione del pubblico verso il brand e ciò che rappresenta.

Pensa a una gerarchia visuale

Per gerarchia visuale intendo il percorso che fanno gli occhi dell’utente quando osservano una pagina web. Attraverso lo studio delle mappe di calore è possibile rendere più efficace una pagina disponendo gli elementi nei punti più guardati e quindi più interessanti per l’utente. Saranno quelli i punti che dovremo rendere più attraenti ai suoi occhi e dove posizioneremo un copy persuasivo o una CTA.

Il design della pagina è così in grado di guidare lo sguardo dell’utente da un punto ad un altro in modo strategico, accompagnandolo verso la comprensione di ciò che stai proponendo e la CTA che lo spinga a compiere l’azione che ti interessa.

Effettua sempre degli A/B test, soprattutto sulle landing page

Una strategia di lead generation o di vendita non può prescindere da una landing page fatta con tutti i crismi. Ma come fai a sapere se una landing page funziona o quale elemento funziona o non è efficace? Effettuando degli A/B test.

Un A/B test consiste nella messa online di due diverse versioni della stessa landing sulle quali far atterrare i tuoi utenti. Tra due varianti è sempre consigliabile fare poche oppure una sola modifica (ad esempio le posizioni delle CTA, immagini, colori, etc.) in modo da comprendere al volo quale elemento è più efficace e quale converte di più. Questo processo ti permette di innescare un circolo virtuoso di test, misurazione ed ottimizzazione continua.

Non dimenticare l’aspetto tecnico della questione

Molti confondono, come dicevamo, il web design con l’implementazione grafica e l’aspetto del sito web. Ma il web design non può essere indifferente a tutti gli aspetti tecnici della creazione di un sito web che converte. È necessario:

  • Collaborare alla creazione della strategia di marketing che sta alla base di un sito web efficace
  • Scegliere la tecnologia adeguata per lo sviluppo del sito
  • Definire l’architettura in linea con le esigenze della SEO
  • Permettere ai tool di analisi di monitorare alla perfezione i KPI e saper fare delle analisi della User Experience e delle performance del sito
  • Essere sempre aggiornati in tutti questi settori.

Potenzia tutto questo con una comunicazione coerente sui social

Sei perfettamente consapevole che la comunicazione sui social (il posto dove i tuoi clienti/lead passano il loro tempo) deve essere parte del tuo lavoro quotidiano. Ma è coerente con la tua brand image? Usa gli stessi colori, gli stessi elementi, lo stesso tone of voice che usi sul sito, rendi tuoi social riconoscibili e collegati indissolubilmente al tuo sito web, fa parte del processo di posizionamento e della tua brand identity

Caso studio di un sito web che converte grazie al web design: Il Grimorio Verde

Ilgrimorioverde.it è uno dei miei progetti più interessanti e stimolanti dell’ultimo anno. Non solo per l’argomento, ma soprattutto per la gestione complessiva della comunicazione che ne ha fatto un caso di successo. Partiva da una buona base di partenza: delle ottime foto che avevano un certo appeal sui social. Ma era solo l’inizio. 

grimorio

Nato come espansione di un negozio fisico di Pordenone che si occupa di spiritualità e oggettistica legata ad ogni suo aspetto, come tutte le cose belle, è nato dal caso; nello specifico da un incrocio fortuito sui social. Perché Il Grimorio Verde è una realtà certo giovane, ha solo 2 anni, ma molto conosciuta sui social tra gli utenti in target.

L’obiettivo dei titolari era quello di portare la loro esperienza e il loro modo di comunicare e di rapportarsi con le persone in uno spazio digitale. Sembra facile: ma quando non parli solo di un luogo virtuale in cui fare acquisti, quando si aspettano da te che trasformi il freddo codice in uno spazio di condivisione, in un luogo di incontri per chi pratica qualunque tipo di spiritualità, sai già che ti aspetta un lavoro arduo.

Sono partito da 3 punti fermi del mio modo di lavorare:

  1. Ascolto attivo
  2. Attenzione
  3. Onestà intellettuale

Il panorama spirituale italiano è molto variegato, ma anche poco digitalmente evoluto. Apparentemente sembrava trattarsi di una nicchia facile da scalare, ma quando si parla di spiritualità non si tratta mai solo di mettere in piedi un e-commerce, ma di creare un’esperienza e portare le persone dal reale al digitale e dal digitale al reale.

Ho seguito pedissequamente le 11 regole base del web design che punta alla conversione, ma, oltre alla struttura base dell’e-commerce, ho anche costruito un percorso comunicativo a 360 gradi. Pubblicare foto di prodotti e post periodici sui social è utile, ma non può essere un’attività lasciata al caso. Deve essere parte di una strategia molto precisa, che ho creato da zero. 

Ho quindi:

  • Implementato un angolo blog in cui raccontare esperienze, dare consigli, approfondire, con il tono di voce dei titolari, con la loro conoscenza della materia
  • Approfondito e modellato la comunicazione social in modo da creare coerenza tra il sito web e le pagine social sia a livello grafico che di approccio, puntando sempre e comunque a quello che definisco il ‘be human’. Come raccontano Mary e Vittorio stessi ‘non siamo solo un negozio, fisico e digitale, ti rispondiamo se hai delle domande o dei dubbi, ci possiamo sentire al telefono, ti consigliamo e ti evitiamo tante spese inutili. Perché non si parla di una t-shirt, si parla del mondo spirituale. Siamo online, certo, ma siamo anche persone vere
  • Creato una comunicazione ad hoc per mail e newsletter, per mantenere sempre attiva la comunicazione con gli iscritti.

Da gennaio 2021 ad oggi:

  • il sito ha avuto più di 30mila visitatori unici, dei quali 13mila da ricerca organica sui motori di ricerca;
  • a seconda dei momenti del giorno e del periodo dell’anno il sito accoglie anche 15-30 persone al minuto, di cui ¾ da mobile (lo vedi che mobile first non è solo un modo di dire?);
  • ha avuto in media 100 ordini al mese che hanno portato ad un fatturato di 5mila€/mese, circa il 50% del negozio fisico. Il primo giorno aveva già portato 300€ di incassi

Sito web che converte grazie al web design

Non solo: chi approda sul sito non si limita ad acquistare ciò che sta cercando, ma naviga il sito per diversi minuti, gli articoli del blog attraggono molti visitatori (e parlo di diverse migliaia!) e molto spesso gli utenti finiscono per contattare direttamente Vittorio e Mary, sia dai social che dal sito web che telefonicamente da tutta Italia (dai 30 ai 50 contatti al giorno).

Diciamolo: non è solo merito del web designer e della strategia digitale che ho attuato. Dietro c’è un lavoro titanico dei titolari, una costanza invidiabile. Ma questo è un sito che converte (anche) per il suo design semplice e intuitivo, attento alla user experience di una specifica nicchia di mercato.

Ti faccio una domanda, vuoi un sito carino (o peggio un sito vetrina) o un sito che converte? Parliamone! 

 

Pubblicato il 12 Giugno 2021| Categoria: Web Design| 12.2 tempo di lettura|

Più le aspettative degli utenti si dimostrano giuste, più si sentiranno in controllo del sistema e più gli piacerà. - Jakob Nielsen

Facciamo due chiacchiere?

Nella più totale saturazione del mondo digital, il coinvolgimento è tutto: ecco perché non comincio a progettare fino a quando non ho capito chiaramente:

  • Il tuo business
  • Il tuo approccio
  • Il tuo posizionamento
  • Il tuo pubblico
  • La tua strategia
E se qualcosa non ti è chiaro, sentiamoci, sarò lieto di spiegarti e consigliarti.*

*Farò di tutto per richiamarti in pochissimo tempo, in orari di ufficio, esclusi sabato, domenica e festivi.

Mario Montanari Web Designer

Mario Montanari

Web/UX Designer Senior & Digital Strategist
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